Messaggio di inizio anno 2026 del Custode di Terra Santa1 gennaio 2026 · Da Gerusalemme · Fondazione Terra Santa
Video e testo integrali dell’augurio di fra Francesco Ielpo agli amici e sostenitori della Fondazione: pace, cura dei più fragili e invito a pregare e tornare pellegrini in Terra Santa.
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Cari amici della Fondazione Terra Santa, il Signore vi doni la sua pace.
All’inizio di questo nuovo anno, di questo 2026, desidero rivolgere a tutti voi un augurio e un pensiero. Innanzitutto, oggi noi celebriamo la solennità di Maria, Madre di Dio. È un’occasione importante per guardare a lei e per imparare da lei, per imparare la sua maternità. La maternità è un tema molto caro anche a San Francesco.
Nei suoi scritti, anche nella regola che ci ha consegnato, parla di noi frati in termini di figli e anche di fratelli, ma che si devono curare e assistere come farebbe una madre con i propri figli. Il tema della maternità di Maria ci ricorda che questo nuovo anno noi vogliamo trascorrerlo con i suoi stessi sentimenti, capaci cioè di avere una maternità, una cura soprattutto verso i più bisognosi, anche qui in Terra Santa.
E così la Fondazione diventa davvero un ponte, un tramite, affinché la nostra missione di frati minori qui, in questa terra benedetta e continuamente martoriata, possa continuare la sua opera di cura di tutte le fragilità, di tutti i bisogni, di tutte le povertà.
Oggi poi, oramai da diversi anni, il 1 gennaio è anche la Giornata mondiale di preghiera per la pace. Abbiamo sentito nel messaggio di Papa Leone le parole che ci invitano a essere artigiani di una pace disarmata e disarmante, umile e perseverante.
E allora abbiamo bisogno, soprattutto qui in Terra Santa, di una grande perseveranza, cioè di non scoraggiarci di fronte anche a eventuali e probabilmente inevitabili fallimenti. Una pace che deve tradursi e trasformarsi in gesti concreti, piccoli, umili, ma perseveranti e quindi, per questo concreti, a partire dalle relazioni quotidiane, dal basso.
E quindi, anche grazie alla Fondazione Terra Santa, noi potremmo continuare questa opera, perché è necessario mantenere una presenza che sia davvero una presenza di uomini e di donne con il cuore pacificato e quindi pacificante.
Infine, questa Terra Santa continua a portare le ferite, le ferite di quest’ultimo e drammatico conflitto: le ferite che riguardano i rapporti, riguarda una fiducia ferita, che riguarda relazioni ferite, che riguarda una fraternità e una familiarità ferita.
Abbiamo bisogno di essere ancora una volta balsamo su queste tante ferite. E allora la Fondazione diventa anche questa un’occasione preziosa e importante per continuare un’opera a volte molto umile, molto silenziosa, molto nascosta, che possa essere di ascolto, di accoglienza delle tante ferite di questa terra per essere, per grazia di Dio, non certo per una nostra capacità, balsamo che lenisca queste ferite.
Il 2026, poi, fratelli e sorelle e amici di Terra Santa e della Fondazione, è l’anno in cui noi francescani celebriamo l’ottavo centenario del transito di Francesco di Assisi da questa terra al cielo. Per noi è un appuntamento importante: 800 anni di un’eredità che ancora oggi parla a molti uomini e a molte donne, indipendentemente dalla loro fede e indipendentemente dalla loro appartenenza religiosa.
Per noi diventa una grande responsabilità questo centenario, perché Francesco ci ha lasciato una direzione chiara verso cui camminare e verso cui servire. Questa direzione la potremmo riassumere così: una passione infinita per Dio e una passione infinita per l’uomo.
Questo 2026 per noi francescani diventa allora l’occasione di concretizzare sempre di più nella nostra quotidianità questa passione, qui in questa terra, che è la terra della rivelazione, dove Dio si è fatto carne, è venuto ad abitare in mezzo a noi e dove ci ha mostrato il volto di una umanità nuova.
Ringrazio davvero tutti gli amici della Fondazione Terra Santa che continuamente sostengono la nostra opera e la nostra missione. La Fondazione Terra Santa ha proprio il compito di essere un ponte, un collegamento tra la realtà italiana e la missione della Custodia qui in Terra Santa.
E allora l’invito e l’augurio per questo nuovo anno è di continuare a pregare, di unirvi alla nostra preghiera per invocare il dono della pace e per continuare, così come potete, a sostenere la nostra missione.
Vi aspettiamo qui in Terra Santa. Questa terra ha bisogno di essere visitata continuamente da pellegrini. Rimettetevi in viaggio, rimettetevi in cammino, venite, pellegrini dell’assoluto, dell’infinito, qui, dove l’infinito e l’assoluto ha preso la sua carne ed è diventato compagno del nostro cammino.
Grazie per quello che fate e che la benedizione di Dio Onnipotente, per intercessione della sua Beatissima Madre, la Madre di Dio, la Vergine Maria, da questa Terra Santa possa raggiungere voi, le vostre famiglie e possa accompagnarvi.
In questo anno del Signore 2026, pace e bene dalla Terra Santa.












