Napoli e la Terra Santa, un legame lungo secoli
Fondazione Terra Santa ETS ha visitato il Commissariato Generale di Terra Santa per il Sud Italia. L’incontro con p. Gianfranco Pinto Ostuni OFM ha offerto l’occasione per riscoprire una storia secolare e rafforzare una collaborazione al servizio dei Luoghi Santi e delle comunità cristiane che li abitano.
di Paolo Salvaggio – Ci sono legami che attraversano i secoli e continuano a tradursi in vicinanza, solidarietà e impegno concreto.
Tra questi vi è quello che unisce Napoli e la Terra Santa, una relazione antica che trova ancora oggi espressione nell’opera del Commissariato Generale di Terra Santa per il Sud Italia.
Fondazione Terra Santa ETS ha visitato la sede del Commissariato, dove è stata accolta da p. Gianfranco Pinto Ostuni OFM, Commissario Generale di Terra Santa. Nel video qui sotto, p. Gianfranco racconta il valore e l’attualità della missione affidata ai Commissariati e il loro ruolo nel mantenere vivo il legame con la Custodia di Terra Santa, i Luoghi Santi e le comunità cristiane.
Un incontro per rafforzare la collaborazione
L’incontro è stato un momento prezioso di conoscenza e confronto, ma soprattutto un’occasione per guardare al futuro.
Fondazione Terra Santa e i Commissariati condividono infatti una medesima missione: costruire un ponte tra la Terra Santa e le persone che, anche da lontano, desiderano conoscerla, sentirla vicina e sostenerla concretamente.
I Commissariati rappresentano da secoli la Custodia di Terra Santa nei diversi territori. Promuovono la conoscenza dei Luoghi Santi, accompagnano pellegrini e comunità, raccolgono offerte e sostengono le opere portate avanti dai francescani.
La Fondazione contribuisce alla stessa missione attraverso l’informazione, l’editoria, la cultura, la raccolta fondi e la promozione di progetti capaci di custodire le pietre della memoria e di sostenere le “pietre vive”: le comunità cristiane che continuano ad abitare i luoghi della vita, morte e Risurrezione di Gesù.
Rafforzare questa collaborazione significa rendere ancora più vivo e concreto il legame tra l’Italia e la Terra Santa.

Nella foto, p. Gianfranco Pinto Ostuni OFM, Commissario Generale di Terra Santa per il Sud Italia, Andrea Benzoni, Segretario generale di Fondazione Terra Santa ETS, e Paolo Salvaggio, Social Media & IT Manager della Fondazione.
Napoli e il Cenacolo: alle origini di una storia secolare
Il Commissariato di Napoli occupa un posto particolare nella storia della presenza francescana nei Luoghi Santi, tanto da essere considerato il “padre” degli altri Commissariati di Terra Santa.
Nel 1333 Roberto d’Angiò e Sancia di Maiorca, sovrani di Napoli, acquisirono dal sultano d’Egitto il luogo del Santo Cenacolo a Gerusalemme e lo affidarono ai Frati Minori.
Grazie all’intervento dei sovrani napoletani, i francescani poterono stabilire una presenza stabile nella Città Santa. Nel 1342 papa Clemente VI confermò ufficialmente il loro compito attraverso le bolle Gratias agimus e Nuper carissimae, un passaggio fondamentale nella storia della Custodia di Terra Santa.
Napoli divenne così uno dei principali punti di collegamento tra l’Europa e i frati residenti a Gerusalemme. Dal capoluogo campano partivano aiuti, offerte e beni necessari per sostenere la loro presenza e preservare i santuari cristiani.
Una storia antica che non è rimasta chiusa negli archivi, ma continua ancora oggi attraverso persone, incontri e gesti concreti di solidarietà.
I frati collettori, i “Monaci di Gerusalemme”
Una delle espressioni più caratteristiche dell’opera del Commissariato di Napoli è quella dei frati collettori, conosciuti popolarmente come i “Monaci di Gerusalemme”.
La loro missione continua ancora oggi.
I frati visitano città, paesi, parrocchie e famiglie, in particolare nel territorio campano, per raccontare la Terra Santa, raccogliere offerte e mantenere vivo il legame con i Luoghi Santi.
Il loro servizio, però, non si limita alla raccolta di fondi.
Nel corso dei loro viaggi, i frati entrano nelle case, ascoltano le persone, condividono preoccupazioni e speranze, portano una parola di conforto e raccolgono intenzioni di preghiera. Sono una presenza semplice e familiare, capace di far sentire Gerusalemme più vicina anche a chi non ha mai potuto compiere un pellegrinaggio.
Le offerte raccolte contribuiscono a sostenere la missione della Custodia: la cura dei santuari, l’attività delle parrocchie, le scuole, le opere sociali e l’aiuto alle famiglie e alle comunità cristiane locali.
Quella dei frati collettori è quindi una tradizione antica che continua a rinnovarsi, adattando i propri strumenti ai tempi senza perdere il valore dell’incontro personale.

Una storica immagine dei frati collettori del Commissariato di Terra Santa di Napoli, impegnati nel loro servizio di incontro con le comunità e di raccolta di offerte a sostegno dei Luoghi Santi.
Custodire i luoghi, sostenere le persone
Oggi la Terra Santa attraversa un tempo segnato dalla guerra, dall’incertezza e da profonde difficoltà economiche e sociali.
In questo contesto, la presenza dei francescani e il sostegno alle comunità cristiane assumono un significato ancora più importante.
Custodire la Terra Santa non significa soltanto preservare chiese, santuari e testimonianze archeologiche. Significa permettere alle comunità locali di continuare a vivere nei luoghi in cui il cristianesimo è nato, sostenendo il loro accesso all’istruzione, al lavoro, alle cure e a condizioni di vita dignitose.
La collaborazione tra Fondazione Terra Santa e i Commissariati nasce da questa responsabilità condivisa: trasformare la memoria in presenza, la conoscenza in vicinanza e la solidarietà in opere concrete.
La visita al Commissariato Generale di Napoli ha confermato la volontà di proseguire insieme questo cammino, mettendo in dialogo una storia secolare con gli strumenti e le possibilità del presente.
Perché il legame con la Terra Santa non è soltanto un’eredità da conservare, ma una missione da continuare.













