Un chilo di cioccolatoDiario di una ragazza ebrea ad Auschwitz

Un chilo di cioccolato

Una storia vera, nata dal bisogno di non dimenticare.


«Siamo ad Auschwitz», disse qualcuno del mio vagone. Sentimmo gridare: «Tutti fuori! Svelti! Lasciate i bagagli sul treno!». Mia madre aprì la borsa ed eccolo lì, il nostro cioccolato. Ci infilammo i quadratini in tasca più in fretta possibile.

Vienna, 1942. Eva è una ragazza come tante: la scuola, la famiglia, gli amici. Ma è ebrea, e questo cambia tutto: ogni cosa intorno a lei sembra ricordarle che è diversa. Le discriminazioni, l’intolleranza, il sospetto. E infine la deportazione.
Prima nel ghetto “modello” di Theresienstadt, poi ad Auschwitz.
Eppure, sullo sfondo di una tragedia più grande di lei, Eva sperimenta a modo suo tutto ciò che dovrebbe accadere a una ragazzina della sua età: le amicizie, l’amore per la musica, la voglia di divertirsi.

Il contrasto, atroce e sorprendente, è all’origine di una storia intensa, fatta di inaspettata quotidianità e di piccole cose in un mondo grigio e inospitale, su cui sembra essere calata la notte. Sarà da queste piccole cose che Eva, ormai sola, trarrà la forza per andare avanti e trovare la propria strada.
Lontano dai luoghi della sua infanzia e del dramma che ha appena vissuto.

Una storia vera, nata dal bisogno di non dimenticare.

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