LEONARDO DA VINCI. La prima fotografia della storia umana?


100 cose da sapere sulla Sindone. L'esoterismo



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Un suggestivo filo rosso che intreccia le ipotesi sull’origine del sacro lino è quello che si lega a Leonardo da Vinci e alla società segreta del Priorato di Sion.
Proprio dietro il duomo di Torino, nella biblioteca del Palazzo Reale, è conservata un’immagine famosa in tutto il mondo: l’autoritratto presunto di Leonardo. La somiglianza con il volto sindonico è stupefacente. Le ricostruzioni che incasellano il genio fiorentino come un “iniziato” e le società segrete “committenti” di un falso sudario sono numerose.
C’è tuttavia un’obiezione di carattere cronologico. Infatti, pur prendendo per buona la possibilità che la Sindone sia un falso medievale databile tra il 1260 e il 1390, secondo la prova del carbonio 14, si sa che Leonardo visse tra il 1452 e il 1519. Alcuni ribattono che Leonardo avrebbe usato un telo più antico.

Sappiamo che la Sindone presentata nel 1357 fece storcere il naso a molti, prelati compresi, poiché sembrava fosse l’ennesimo tentativo maldestro di far passare per il sudario di Cristo un lino dipinto in malo modo. La Sindone oggi conservata a Torino tornò sulla scena proprio nel periodo in cui Leonardo intrecciava stretti legami con i Savoia, con papa Leone X, fratello di Giuliano di Lorenzo de’ Medici duca di Nemours, per cui Leonardo lavorava, sposato con Filiberta di Savoia.
La “pista leonardesca” sostiene che il Papa gli avesse commissionato il lavoro, e che Leonardo avesse accettato la sfida, apparentemente impossibile, di realizzare un “sudario di Cristo” che non venisse deriso dal popolo nell’arco di ventiquattro ore. Esisteva già a quel tempo, nel castello di Fontanellato, una primitiva camera obscura. Leonardo aveva già mostrato un grande interesse per il suo particolare meccanismo di proiezione rovesciata. Se Leonardo avesse messo a punto un processo chimico in grado di fissare in qualche modo la luce su un supporto tessile, come ad esempio il lino, sarebbe stato perfettamente in grado di realizzare il misterioso telo che ancora oggi affascina gli studiosi di mezzo mondo.

Nicholas Alan, uno studioso sudafricano della Sindone, ha provato a realizzare qualcosa di simile, utilizzando solo le tecniche e i materiali conosciuti al tempo di Leonardo. Piazzando una figura umana di fronte a una camera oscura, e collocando al suo interno un drappo di lino ricoperto di particolari sostanze vegetali, a mo’ di lastra fotografica, ha ottenuto un risultato piuttosto simile a quello che vediamo sulla Sindone torinese. Se questa fosse la soluzione dell’enigma, non solo ci troveremmo di fronte alla prima fotografia scattata nella storia dell’umanità, ma quasi certamente avremmo anche un soggetto eccezionale: Leonardo medesimo. È noto, infatti, come il maestro toscano amasse comparire nelle proprie opere, celato sotto forme diverse, e in questo caso la somiglianza fra il volto di Leonardo e quello dell’Uomo della Sindone è troppo forte per non pensare che sia stato lui stesso. L’ipotesi, tuttavia, è ben lontana dall’essere dimostrata.


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Il mistero della Sindone, gli episodi precedenti:

1. I TEMPLARI. Un legame segreto con la Sindone?

2. LA FORMAZIONE DELL'IMPRONTA. Figura impressa o proiettata?

3. ESAMI EMATICI SULLA SINDONE. Sono davvero macchie di sangue?

4. L'OMBRA DI HITLER. I nazisti volevano rubare il sacro lino?

5. L'AUTENTICITÀ. È davvero il lenzuolo funebre di Gesù?